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IL TERRITORIO

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IL VULCANO ETNA

L' Etna è uno dei territori più vocati per la produzione di grandi vini.

Sin dai tempi più remoti, dalla prima colonizzazione della Sicilia orientale da parte dei greci, si hanno testimonianze di viticoltura sull' Etna.

A partire dal 1844 la superficie coltivata a vigneto era di circa 25.000 ettari. 

Verso la fine dell' Ottocento, Catania era la provincia siciliana più vitata con oltre 90.000 ettari di vigneto.

L' invasione della fillossera ai primi del Novecento provocò una grave crisi della viticoltura etnea.

Nonostante ciò, ancora oggi sono presenti alcuni rari esemplari di vigneti pre-fillosserici. 

Al giorno d'oggi, la viticoltura etnea sta vivendo uno dei periodi di massimo prestigio, grazie anche a una costante ricerca da parte dei produttori, di criteri qualitativi sempre più elevati.

LA ZONA DI PRODUZIONE

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La DOC Etna nasce nel 1968 ed è fra le più antiche istituite in Sicilia e in Italia.

Nel disciplinare di produzione della DOC, i vitigni a bacca nera ammessi sono il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio, i vitigni a bacca bianca invece sono il Carricante e il Catarratto.

La zona di produzione si estende dal versante Sud-Ovest al versante Nord del vulcano, lungo una striscia avente forma di "C" rovesciata.

Le colate laviche susseguitesi nel corso dei millenni influenzano significativamente i vini prodotti sui versanti del vulcano; un contributo fondamentale deriva anche da esposizione, altitudine e condizioni climatiche tipiche della zona. 

Un tratto distintivo del territorio etneo sono le "contrade", ossia delimitate aree geografiche che differiscono, a loro volta, per un determinato microclima, composizione del suolo, esposizione e influenza dei venti.

CONTRADA PIANO FILICI

All'interno del comune di Castiglione di Sicilia si trovano 46 contrade tra cui Contrada Piano Filici, la quale, inserita in una dagala fra le colate laviche del 1911 e del 1923, gode di un esposizione quasi unica.

Da un punto di vista paesaggistico si nota una particolare alternanza di panorama; si passa da fitti boschi, prevalentemente roverelle (o querce), ad antiche colate laviche in cui cresce rigogliosa la ginestra aetnensis dai fiori gialli e molto profumati.

La contrada, in particolare, prende il nome dalla felce che cresce spontanea e florida in questa zona, prediligendo luoghi freschi e umidi.

Infine, le antiche colate laviche che circondano questo territorio, conferiscono al suolo una carica di minerali che rende questa realtà particolarmente vocata alla produzione di grandi vini.

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I VITIGNI

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Nerello Mascalese

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Carricante

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Catarratto Lucido

Il Nerello Mascalese è il vitigno a bacca rossa principe per la produzione di vini Etna DOC nelle varianti Rosso, Rosato e Spumante.

Il nome "mascalese" deriva dal fatto che per secoli questa varietà è stata coltivata nella zona di Mascali (CT) su terreni prettamente costituiti da sabbia vulcanica.

Nella zona dell'Etna è coltivato sia come alberello che su spalliera a cordone speronato.

La cultivar si riconosce immediatamente dal portamento eretto, le foglie cuneiformi o pentagonali con 3 o 5 lobi ed un grappolo allungato. Gli acini sono compatti tra loro ed hanno una buccia spessa e di colore rosso scuro tendente al violetto.

I vini prodotti con questo vitigno si caratterizzano per una buona gradazione alcolica, ottima acidità, equilibrio e tannicità. 

Riusciamo a sfruttarlo al meglio con una lunga macerazione delle bucce, estraendo quanto più antociani possibili.

Crediamo che il Nerello Mascalese riesca a dare il meglio con lunghi affinamenti: ha bisogno dei suoi tempi per arrivare ad esprimersi nella sua totale complessità

Il Carricante è il vitigno a bacca bianca principale per la produzione di Etna DOC Bianco.

È uno dei più antichi vitigni a bacca bianca coltivati sull'Etna e soprattutto ad altitudini elevate.

Il nome deriva dall’espressione siciliana “u carricanti”, indicando l’abbondante produzione delle sue piante, capaci di riempire i carri d’uva.

Tradizionalmente viene coltivato ad alberello nelle zone dell'Etna orientale, dove si ha un esposizione anche sul mare. 

Le escursioni termiche tra giorno e notte, il terreno vulcanico ed il clima fresco permettono  alle componenti aromatiche e polifenoliche delle uve di arricchirsi.

Il Carricante ha una foglia di medie dimensioni e un grappolo cilindrico o conico, gli acini sono di medie dimensioni con una buccia di colore giallo-verde.

I vini prodotti con questo vitigno si caratterizzano per un'ottima acidità, sapidità, ed una buona persistenza aromatica.

Tra gli aromi spiccano gli agrumi, il gelsomino e la ginestra etnea

Il Catarratto è uno dei vitigni a bacca bianca più antichi della Sicilia nonché di maggior carattere e spiccata personalità.

Dal punto di vista morfologico e botanico il  Catarratto Lucido ha caratteristiche simili a quelle del Catarratto comune ma si differenzia per la sua delicatezza e freschezza.

Le foglie sono cuneiformi o pentagonali con 5 lobi, il grappolo si presenta con acini compatti, allungato e dalla forma conica, mono o bi-alato.

L'aggettivo "lucido" deriva dall'assenza della pruina sugli acini, per cui il grappolo risulta brillante, lucente oltre che vellutato.

Le vigne sono tradizionalmente coltivate ad alberello, con pochi grappoli per pianta, in modo da ottenere uve dalla buona concentrazione aromatica.

Crediamo che il Catarratto Lucido non sia un vitigno secondario ma che accompagnato, nelle giuste proporzioni al Carricante, riesca ad attribuire eleganza ed un carattere deciso ai vini Etna DOC Bianco.

Sentori di frutta tropicale, miele e mandorle sono gli aromi che troviamo nei vini prodotti con questo vitigno